Clay Regazzoni non c'è più.
Clay Regazzoni è morto in un incidente stradale dopo aver corso per 40 anni sui circuiti di tutto il mondo.
E' morto sulle nostre strade e non mentre magari faceva la Parigi - Dakar alla guida di un gippone per disabili. I casi della vita.
Già, perchè qualcuno forse non lo sa ma il GianClaudio si fracassò le gambe e la spina dorsale in un drammatico incidente contro un muretto di Long Beach con una Ensign (macchina disastrosa) nel 1980: non funzionarono i freni!
Ma non mollò il mondo dei motori ed anzi, l'universo delle persone diversamente abili acquistò un uomo unico, caparbiamente eccezionale, dotato di un umorismo vivace e di uno charme tutto suo.
Clay Regazzoni è stato uno dei miei primi idoli quando incominciavo ad avvicinarmi allo sport dei motori. Il fatto che ci fosse uno svizzero nel mondo della Formula 1 faceva già di lui un personaggio particolare a prescindere, ma il fatto di essere Clay, lo rendeva davvero unico.
Pilota veloce si ma anche un guascone, un formidabile intrattenitore, un precursore (per quanto possibile negli anni '70) del protagonismo di Valentino Rossi e delle sue trovate. Uno showman.
Non ho mai visto Regazzoni senza il suo proverbiale sorriso ed è così che voglio ricordarmelo, come quell'enorme poster che mia mamma (non insensibile al suo fascino) mi lasciò attaccare in camera: Montecarlo, Regazzoni su Ferrari 312T - 1975.
Erano altri tempi, ma i rischi che si prendevano i piloti allora erano sicuramente maggiori di quelli di oggi anche se con macchine meno potenti. E poi questi folli avventurieri delle corse di velocità non passavano tutto il tempo libero in palestra ad allenare i muscoli.
Clay Regazzoni era uno che amava vivere e godere di quello che aveva, giorno per giorno.
Anche per questo (e qui il mio pensiero va all'altrettanto mitico Alex Zanardi) ho sempre ammirato la sua capacità di presentarsi e di proporsi sempre e comunque anche dopo l'incidente, seduto su una sedia a rotelle.
Grande Clay, mendrisiotto di nascità ma patrimonio di tutti gli estimatori dello sport dei motori e della Formula 1 degli albori.
Grazie Clay, per tutti i GranPremi corsi con il cuore.
Grazie Clay, per le emozioni che mi hai fatto provare arrivando a tanto così dal diventare l'unico svizzero campione del mondo di Formula 1 nel 1974. E per giunta con la Ferrari.
Grazie per averci fatto vedere che dopo che ti avevano scaricato un po' malamente sei tornato con la Williams ed hai pure vinto il loro primo GP.
Grazie Clay perchè io ho sempre tifato per te, mica per Niki Lauda e tutti gli altri piloti musoni, e ti ricorderò sempre come una persona speciale.
Questo glielo dovevo.

Clikka sull'immagine per fare un giro in macchina con il mitico Clay
mas rattristato